Orientarsi al FutuRho e LaFucina Cooperativa Sociale Onlus. La parola a Monica Brotto

Orientarsi al FutuRho e LaFucina Cooperativa Sociale Onlus. La parola a Monica Brotto

Qual è lo spirito che ha mosso LaFucina Cooperativa Sociale Onlus a scrivere questo progetto e a credere in Orientarsi al FutuRho?

Ne parliamo con Monica Brotto, presidentessa della cooperativa LaFucina di Rho

 

Scegliere di realizzare questo progetto e sostenerlo ha a che fare molto anche con la mia storia personale, oltre che con l’agire della Cooperativa di cui sono Presidentessa.

Infatti, personalmente non ho ricevuto un vero e proprio orientamento ai tempi in cui frequentavo la scuola, o comunque quel poco di orientamento che ho fatto ha avuto in me l’effetto contrario, ha generato disorientamento, nel senso che alla fine mi sono trovata a dover intraprendere delle strade un po’ tortuose prima di arrivare a fare quello che poi amo e che è la mia passione. Insomma non è stato per niente facile arrivare a capire che la cosa giusta per me era fondare una mia cooperativa (LaFucina appunto) e di sicuro non è stata la scuola nel mio caso ad aiutarmi a capirlo.

È successo che ad un certo punto della vita mi sono trovata a dirmi “Ok ma questa cosa mi fa sentire realizzata? Sono la persona che voglio essere? Vivo la vita che vorrei?”. Ed è sulla base di questo che, ormai quasi vent’anni fa, con alcune amiche e colleghe coraggiose abbiamo scelto di provare a trasformare le nostre passioni in un lavoro e abbiamo fondato LaFucina Cooperativa Sociale Onlus.

Quindi la mia è anche una storia di imprenditoria raggiunta dopo aver provato diverse strade già tracciate, quelle che mi sembravano le più ovvie, le più scontate, ma che non facevano per me, non mi rendevano felice.

 

È per questo che credo fermamente progetti come Orientarsi al FutuRho, perché spero che con le nostre storie, ma anche con altre storie e altri stimoli (mi riferisco alle formazioni in aula e alla possibilità di sportelli individuali dedicati) si possa dare un piccolo contributo ai ragazzi nella scelta rispetto al proprio futuro, aiutandoli anche a scoprire che è una scelta che davvero non necessariamente deve seguire percorsi tracciati ma che può essere originale e specifica per ognuno di noi.

Poi la pandemia assolutamente inaspettata che ci siamo trovati a vivere ha cambiato tutto e ci ha insegnato anche delle cose. Soprattutto ci ha insegnato che è importante prendersi cura di sé, della propria felicità e realizzazione e impegnarsi per quelli che sono le proprie passioni e i propri sogni. Da un momento all’altro, infatti, le cose possono cambiare e mettere in discussione tutto quello che per noi era in qualche modo scontato.

A proposito di pandemia, ci tengo a precisare che, per chi come noi di LaFucina, fa della relazione e dell’incontro il suo principale strumento di lavoro, trovarsi a dover ridefinire il progetto (e i progetti in generale) per gestire gli incontri in gran parte a distanza, è stato molto faticoso. E mi viene da dire che se lo è stato per noi che siamo esperti del settore e adulti, figurarsi per i ragazzi e le ragazze con cui abbiamo realizzato e stiamo realizzando il progetto!

Quindi sicuramente un grazie speciale e di cuore va a loro, agli studenti e alle studentesse che abbiamo avuto il piacere di conoscere in questo percorso.

 

Parlando del progetto, poi (e già che sono in fase di ringraziamenti), ci tengo anche a ringraziare particolarmente il gruppo di giovani under 28 che ha collaborato a Orientarsi al FutuRho e che con la sua passione, motivazione ma anche grande competenza e originalità, ha saputo portare un contributo davvero inedito e di impatto al progetto e alle modalità attraverso cui è possibile fare orientamento.

È stato davvero importante prevedere l’attivazione e la testimonianza di chi è molto vicino agli studenti delle superiori come età e come scelte di vita. Il fatto che si trattasse di un team di giovanissimi, infatti, che ha passato da poco la fase di scelta del proprio percorso dopo la scuola superiore (anzi, alcuni di loro, sono ancora in fase di ri-definizione di se stessi) ha avvalorato che gli studenti delle classi coinvolte si potessero sentire capiti e più in sintonia con loro, facilitando il processo.

 

 


 

Per approfondire:

Lascia un commento