Trasformare i sogni in startup. Ecco la testimonianza di PoliHub, l’incubatore di imprese del Politecnico di Milano | Parte 1

Trasformare i sogni in startup. Ecco la testimonianza di PoliHub, l’incubatore di imprese del Politecnico di Milano | Parte 1

Cos’è una startup? Come si avvia un’impresa? Che caratteristiche dovrebbe avere un aspirante imprenditore?

Ne parliamo con Domenico Pannofino, Startup and Spinoff Coordinator presso Polihub, l’incubatore del Politecnico di Milano gestito dalla Fondazione Politecnico di Milano.

 

Come fate a trasformare i sogni in realtà?

PoliHub ha l’ambizione di essere il luogo in cui le tecnologie diventano impresa, un parco dell’innovazione dove si connettono persone, tecnologie, università, idee, investitori che possono essere accelerate per diventare imprese con impatto sulla società. Connettiamo le persone e facilitiamo lo sviluppo di nuove conoscenze.

Un tempo l’innovazione nelle grandi aziende si faceva nei laboratori di ricerca, luoghi spesso chiusi, dove tenere segreta l’innovazione. Oggi, invece, l’innovazione è aperta e si fa appunto aprendosi al dialogo, al confronto, allo scambio.

Noi crediamo nel valore delle idee, dei talenti, della tecnologia come driver per costruire il futuro.

 

Ma facciamo un passo indietro. Che cos’è una startup?

Sfatiamo un mito. La startup non è una versione più piccola di una grande azienda!

La differenza tra una startup e una grande azienda è che mentre le grandi aziende eseguono modelli di business noti e consolidati, le startup si muovono in un territorio inesplorato, sono ancora alla ricerca di un modo per fare successo, si muovono in un contesto di ricerca e di rischio, devono ancora trovare la combinazione di elementi che combinati tra loro consentono alla startup di funzionare nel lungo termine e diventare quindi azienda.

Secondo la definizione di Steve Blank, uno dei massimi guru nel mondo delle imprese nascenti, la startup è un’organizzazione temporanea che ha lo scopo di cercare un modello di business ripetibile e scalabile.

In pratica la startup è una fase di un’azienda, non è essa stessa un’azienda.

 

Perché si avvia un’impresa?

Tutto comincia sempre da almeno una di questi tre elementi: da un’idea, da una tecnologia su cui si costruisce una soluzione, oppure da una passione, che spesso viene elaborata fino a divenire un lavoro, un nuovo lavoro che la persona (o il team) in questione di fatto si auto-crea.

Secondo Riccardo Luna (dal libro “Cambiamo Tutto!”), una startup, più di ogni altra cosa, è un sogno personale che prova a rispondere ad un bisogno collettivo e che, se funziona e trova un mercato, può diventare un’azienda.

Prima di fare qualcosa, perciò, innanzitutto bisogna sognarlo, crederci fortemente.

 

Ma davvero basta un’idea geniale per fare una startup di successo?

Tutti hanno idee grandiose. Quante volte a ognuno di noi è venuto da pensare “Questa cosa l’avevo pensata io già prima che ci facessero un’azienda”, oppure che qualche amico o conoscente ci dicesse “Io l’avrei fatta meglio”.

Spesso le idee dietro alle startup sono tutto sommato semplici, eppure questo non limita il successo della startup. Altre volte, al contrario idee in apparenza molto promettenti portano poi ad un nulla di fatto. Perché?

Perché quello che conta davvero non è tanto l’idea in sé, bensì l’esecuzione dell’idea, ovvero la capacità di realizzare questa idea, la capacità di fare accadere e di fare le cose.

Le idee da sole non valgono assolutamente nulla! È la tua capacità di realizzare quell’idea la cosa che ha davvero valore, ciò che qualcuno è effettivamente disposto a finanziare e/o comprare!

 

L’intervista continua nel prossimo articolo

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